mercoledì 18 aprile 2018

Spiritualità e Religione



Quante volte mi chiedono di chiarire la differenza tra spiritualità e religione! Io insisto col dire che si può essere spirituali senza necessariamente rifarsi ad un credo religioso o aderire a un culto. Anzi, dico che chi è religioso non può essere spirituale e viceversa. Sono termini opposti, in fin dei conti, se si vuole essere rigorosi e coerenti, del tutto incompatibili. Non si può essere spiritualmente religiosi né religiosamente spirituali: sono due termini inconciliabili. È un po’ come dirsi cristiani cattolici: è una contraddizione in termini! Se sei cristiano non potrai mai essere cattolico e viceversa! A meno che non ci si voglia abbandonare alle abitudini lessicali, senza capire veramente cosa si sta dicendo: senza studiare, approfondire, riflettere.

Spiritualità e religione sono due cose diverse. Inconciliabili!

Pensiamoci un attimo. Primo di tutto la spiritualità è naturale, mentre la religione (tutte le religioni) è artificiale. La spiritualità è interiore, mentre la religione è esteriore. La prima è esistenziale, la seconda è dogmatica. La spiritualità è individuale, la religione è sociale. La spiritualità è creativa, la religione restrittiva, decisamente repressiva. La prima è etica, la seconda è morale. La spiritualità ha a che fare con la libertà, mentre la religione è sottomissione, imposizione. 

La spiritualità ama parlare di gioia, la religione ama enfatizzare la sofferenza. La prima parla di realizzazione, la seconda annuncia la salvezza: due concetti molto diversi. La spiritualità è eros, la religione è pathos. La spiritualità è conoscenza, la religione è fede. La prima tende alla consapevolezza, la seconda all’obbedienza. La spiritualità è responsabilità personale, la religione è delega. La prima è umanista, la seconda p teocratica. Spiritualità è autodeterminazione, mentre la religione è istituzionalizzata, intermediata. 

La spiritualità è immanentista e trascendentalista, mentre la religione insegna l’esistenza di un Dio personale del tutto trascendente e distaccato dalla sua creazione e dall’uomo. La spiritualità enfatizza il femminile, mentre la religione è solitamente patriarcale, direi maschilista. La spiritualità tende ad essere non-dualista, mentre la religione è molto più spesso dualista. La spiritualità afferma, la religione nega. La prima è meritocratica e si fonda sull’esercizio del libero arbitrio, la seconda è teocratica/aristocratica o falsamente democratica e sottrae l’arbitrio all’uomo per sottometterlo ai piani di un Dio. La spiritualità è spesso magica, tantrica, meditativa ed evolutiva e non confligge con la scienza, mentre la religione è liturgica, mitologica, devozionale e non di rado si oppone alla scienza. La prima è olistica, la seconda è, nonostante le apparenze, profondamente materialistica. La spiritualità insegna il coraggio, la religione insegna la paura. 

La spiritualità è deista, mentre la religione è teologica o teista. La prima produce gnosi e volontà di scoperta, la seconda produce agnosticismo e indifferenza, fatalismo. Secondo la spiritualità “Dio” può considerarsi come un principio (logos), impersonale, interiore e trascendentale, immanente e trascendente. 

Per la religione, in linea generale, Dio è un’entità personale onnipotente e del tutto trascendente; comunque inarrivabile. Per la spiritualità l’Umanità è Coscienza in divenire: espressione superiore dell’esistenza/vita che si fa divina e trascendente nell’imperitura e incessante affermazione divina di ogni individuo. Per la religione l’Umanità è per lo più creatura sottomessa: espressione peccatrice e decaduta, meritevole di sofferenza a meno che non si redima obbedente ai capricciosi voleri di un Dio e della sua Chiesa e relativa élite sacerdotale. 

La spiritualità si fonda sul sentire, che è già esperienza, e quindi sulla ricerca che conduce a consapevolezza. La religione esige il credere: incondizionato, assoluto, senza appello. La spiritualità emerge dall’esperienza: la religione la precede e la intercetta. La spiritualità insegna a credere o a dubitare di se stessi: esorta alla ricerca interiore, profonda, attiva. E’ farsi delle domande. La religione nega questa ricerca e impone le sue riposte. La spiritualità è trasgressiva e anticonformista: la religione insegna il conformismo ed educa all’ipocrisia.

Vedete? Dal mio punto di vista (ben inteso!) come si può essere, dunque, religiosi e spirituali senza incorrere in quelle che io ritengo come inevitabili radicali contraddizioni?


domenica 18 febbraio 2018

Gli studi classici oggi? Necessari! Ma dopo i quarant’anni.



Oggi più che mai la formazione di una Persona, che possa aspirare a diventare un Essere Umano adulto e responsabile, ovvero una persona concreta, saggia e capace, ma soprattutto capace di amare, ovvero di dare alla vita, deve passare prima di tutto dal recupero del corpo e del contatto con la natura, grande maestra. Sudare, sporcarsi le mani con la terra, saper fare. Si parte dalla vita: la vita pratica, concreta, fatta di conoscenze e di esperienze fondamentali. Da qui sorge il cuore: una capacità di relazione libera, creativa, amorevole, sincera. Genuina. Ecco il formarsi di una persona sveglia, competente, autentica e responsabile. Una persona che ha corpo e che ha spirito, quindi capace di anima. Da qui, come ultima fase, direi spontanea, è quella della mente superiore, che poggia su solide basi esistenziali e spirituali e che può permettersi, comprendendola veramente, l’esperienza dei Classici. Quei Classici che erano molto vicini alla terra, molto pragmatici e per niente intellettuali da batteria.

Invece oggi (e parlo di oggi perché una volta era la vita, spesso la povertà, a spingere verso necessità pratiche inevitabili che fornivano le basi di cui parlo), spesso vedo studentelli o, peggio ancora, laureati e professorini, che vantano - e tutto misurano (soprattutto permettendosi di misurare gli “altri”) con – la loro “formazione classica”. La loro rovina!

Quando, diciannovenne, lavoravo in banca (da buon ragionierino quale sono) mi ricordo che la cosa peggiore che il capo-ufficio poteva fare a noi “cassieri-terminalisti” era quella di affiancarci, per addestrarlo, il neo-laureato di turno: praticamente trentenne, non sapeva neanche attaccare un francobollo! Quelli che, laureati in Economia, arrivavano dal liceo, erano i peggiori: probabilmente conoscevano tutti i segreti dei modelli macroeconomici mondiali, ma non sapevano spedire una raccomandata, né tanto meno avevano mai capito davvero la partita doppia. Ma, soprattutto, non ascoltavano. Probabilmente non raccomandati a sufficienza per insediarsi altrove, venivano spediti da noi, all’inferno, ad avere a che fare con i clienti, con il collega rompiballe, con il direttore aguzzino, con i conti di cassa che se a fine giornata non tornano ci rimettevi tu, insomma a lavorare un po’ davvero!

Li vedo io, questi mediamente ipocriti, incompetenti e inetti, teorici, saccenti intellettuali da salotto, sinistroidi, buonisti e benpensanti (col culo degli altri), tutto mente, senza corpo (spesso rachitici) e senza anima, ben vestiti o mal vestiti per posa, incapaci di concretezza e di ogni forma di praticità e di realismo, uscire da quelle fucine di radical-chic che sono i Licei Classici pronti al definitivo suicidio spirituale iscrivendosi a Lettere, o a Filosofia, o a Matematica, oppure a diventare gli altolocati galoppini della matrix iscrivendosi a Economia, Giurisprudenza o a Medicina, il peggio del peggio. Novelli arconti senza nerbo, sradicati dalla terra, dal lavoro (quello vero), dalle passioni del corpo e dello spirito vitale, eterni incompetenti della vita e dell’amore, pronti a formare altri arrogantelli amorfi come loro, oppure a guidare dall’alto Nazioni o Multinazionali (o Chiese!).
Questo perché? Perché hanno fatto il contrario di quello che dovevano fare: sono partiti dalla testa, dalla mente, dai Classici, dimenticando la realtà, la vita, quella vera. Hanno saltato le basi e i loro studi classici sono diventati l’alibi aristocratico della loro fondamentale ignoranza. 

Attenzione dunque: gli studi classici sono, a mio avviso, indispensabili! Ma… dopo i quarant’anni.

giovedì 7 dicembre 2017

La Meditazione di Liberazione


Battesimi, Sacramenti e Iniziazioni

A completamento di quanto già scritto in particolare nel “Nient’Altro che Sé Stessi” e di quanto spiegato in numerose conferenze disponibili online, si prendono qui in considerazione i tre aspetti principali implicati nei legami e nelle interferenze spirituali. Quanto qui riferito al battesimo cattolico (dato il peso specifico di questo legame) si estenda, con i dovuti aggiustamenti, alle più diverse forme di interferenza e manipolazione spirituale ed energetica, essendo, i meccanismi generali, i medesimi.

Si definirà come “atto interferente” (all’origine o nel divenire) ogni qualsivoglia azione battesimale e sacramentale, iniziazione, attivazione o manipolazione subìta in seno alla Chiesa Cattolica così come presso qualsiasi contesto religioso o esoterico (pseudo-esoterico), oppure relativa a circostanze ricondotte ad interferenze aliene di qualsivoglia natura. Aliene sia in senso dimensionale, sia, soprattutto, in quanto aliene alla nostra Natura reale e Volontà consapevole. È qualcosa che ci ha coinvolto e di cui oggi vogliamo liberarci, anche se originariamente corrispondeva anche ad una scelta consapevole (questo ovviamente non è il caso del Battesimo Cattolico, ma può essere il caso di altre “iniziazioni” ricevute).

L’atto interferente va inteso fondamentalmente come la connessione ad una “forza” (o sistema di forze): un sistema di credenze e prassi religiose e sociali, un dio o un pantheon divino, una chiesa, una scuola di pensiero, una via iniziatica, un maestro o un guru così come ad un corpo dottrinario, ad un serbatoio energetico, ad una forma pensiero o psicocreatura, ad un contesto rituale e così via.
L’interferenza viene esercitata, in forma esplicita o implicita, ovvero in forma più o meno (o per nulla) evidente e dichiarata, da parte di un mediatore: un maestro, un sacerdote o un ente alieno che in tutti i casi interferiscono manipolando profondamente l’anima, l’energia e la mente umana assumendo dunque un atteggiamento predatorio e vampiresco a diversi livelli di invadenza e di predazione.

L’azione viene esercitata (di fatto imposta) estorcendo un consenso,  approfittando di uno stato di ignoranza e di conseguente incoscienza, stato che spesso rientra in una più diffusa, subdola e sistematica strategia di manipolazione e di condizionamento sociale collettiva e generazionale, ovvero perpetuata nel tempo anche attraverso la complicità di una sedimentata prassi, forte di quelli che divengono usi e costumi, convenzioni e conformismi, spesso persino del tutto slegati da una reale conoscenza (e volontà di conoscenza) di ciò a cui si aderisce.

La connessione realizzata mediante l’atto interferente (battesimo, iniziazione, attivazione o manipolazione energetica) crea 3 accessi, ovvero lavora su tre aspetti.

1)     ACCESSO SPIRITUALE (animico)
Questa connessione intercetta la Volontà, quindi accede al serbatoio personale della Potenza (si ricordino i 3 serbatoi della Volontà-Potenza, Energia-Vita e Conoscenza-Memoria).
Questo accesso animico-spirituale avviene attraverso il Battesimo, ovvero l’Iniziazione ai Dogmi o ai Misteri di un collettivo votato ad una “forza” (eggregora) o ad un ecosistema di forze e psicocreature esterne rispetto all’essenza spirituale e divina primeva umana. Come spiegherò più avanti, anche l’influenza territoriale – in seconda battuta rispetto al battesimo - di una psicocreatura può permettere a quest’ultima di avere accesso alla sprovveduta anima individuale.
Il Battesimo religioso e questo tipo di Iniziazioni fondano il loro potere sull’estorsione del consenso, senza il quale, essendo noi per natura individui sovrani, non sarebbero possibili o risulterebbero prive di qualsiasi efficacia.
L’atto iniziatico intercetta e ri-orienta il canale di connessione con il Sé Superiore individuale, rendendo del tutto inconcludente, sul piano evolutivo umano e coscienziale, la vita della persona, alimentando il “samsara” dispersivo.
Tecnicamente si opera di solito sul chakra della corona e sul terzo occhio.
Questa è l’interferenza determinante e prioritaria su qualunque altra.
Più avanti discuteremo su come liberarsi da questo gravissimo sopruso e dai suoi deleteri effetti che ci riguardano non solo nell’incarnazione corrente.

2)     ACCESSO ENERGETICO (sessuale-corporeo)
Questa interferenza avviene attraverso i Sacramenti (o i passaggi di grado in sede iniziatica-eggregorica). Agisce a livello corporeo, vitale, depredando energia, debilitando, controllando, ma anche tutelando e consentendo poteri o fenomeni soprannaturali. Perfeziona l’accesso animico, sempre a vantaggio dell’eggregora battesimale, la quale, ad esempio nel caso dell’eggregora “Dio”, YHVH,  a sua volta include forze minori, avendole nella storia fagocitate, e quindi in ogni caso tutto avviene sotto la sua cupola globale. Nel caso queste manipolazioni si riferiscano ad altre forze rispetto a quella battesimale vengono da quest’ultima gestite oppure rese del tutte inefficaci, se non sul piano suggestivo certamente su quello energetico e spirituale, a tutela del suo territorio. Si tenga presente, sempre a titolo di esempio significativo, che la “scomunica” interrompe gli effetti energetici e tutelari del battesimo, ovvero gli effetti a “beneficio” della persona, ma non l’accesso animico a favore dell’eggregora.
I sette sacramenti religiosi si riferiscono naturalmente al sistema dei chakra maggiori. Ad esempio, in ambito cattolico:

- Battesimo (iniziazione cristiana) – Chakra della Corona (versamento dell’acqua). È l’atto iniziatico che in ogni caso consente l’accesso e la predazione energetica di tutte le funzioni;

- Cresima (confermazione) – Terzo Occhio (unzione della fronte): ri-orientamento dei sensi interni nei sette doni dello Spirito Santo (
 la sapienza, l'intelletto, la scienza, il consiglio, la pietà, la fortezza e il timor di Dio);

- Confessione – Chakra della Gola;

- Eucarestia – Chakra del Cuore;

- Matrimonio – Chakra del Plesso Solare;

- Ordine – Secondo Chakra;

- L’Unzione degli Infermi (a scopo di guarigione o in quanto “estrema unzione”) – Agisce su tutto il sistema.

Il Primo Chakra, essendo la sede della nostra energia vitale e spirituale primordiale, non può essere direttamente “presidiato”: tuttavia se ne intercetta il potenziale ascensionale soprattutto attraverso l’accesso psicologico-esistenziale di cui parlo tra poco, che completa l’opera.

La liberazione dalle manipolazioni energetiche (sacramentali, iniziatiche o anche occasionali – attivazioni ecc…) avviene progressivamente attraverso l’esercizio delle pratiche spirituali riferite ad un percorso spirituale autentico, in concomitanza con la liberazione dal primo accesso. 

3)     ACCESSO PSICOLOGICO – ESISTENZIALE 
Questa interferenza – che agisce al livello di Personalità - tende ad intercettare la possibilità della Conoscenza e della Memoria del Sé Divino. Riguarda e agisce attraverso i seguenti elementi:

- ambiente, morfogenetica, spessore storico;
- famiglia, cultura, conformismo, forme pensiero locali e globali;
- scuola, educazione, condizionamento, censura cognitiva;
- impostazione sociale e lavorativa, pressione esistenziale;
- usi e costumi, abitudini e prassi sociale;
- tabù, paure, giudizio;
- miti e credenze, indottrinamento alla morale e al senso del peccato;
- suggestioni, leve morali o motivazionali, meccanismo del castigo/premio;
- comandamenti e “valori” (dietro ai quali si celano le trappole dei tabù repressivi): procreazione, sistema famiglia, coppia, lavoro, obbedienza, timor di dio, sofferenza…

Tutto questo produce quelle proiezioni mentali collettive che definiranno la pseudo-realtà psichica convenzionale di riferimento, dissociandoci dalla Vita Reale.

Sul piano psicologico e comportamentale possiamo ammettere che questo sia l’aspetto relativamente più semplice da sanare: pensiamo a quante persone, a quanti atei o convinti ricercatori spirituali che riescono, più o meno, a scrollarsi di dosso i condizionamenti cattolici (cosa bellissima!), purtroppo credendo solo per questo di essere liberi, senza tenere conto degli altri due “accessi” ben più profondi e determinanti.  


 LA DISCONNESSIONE BATTESIMALE / INIZIATICA 

1.     È un processo che inizia con un solenne atto di volontà espresso con l’intenzionalità di tutte le componenti della propria struttura d’anima, prossimi al Sé Superiore;
2.     Si rende possibile grazie ad un costante e progressivo percorso spirituale di Conoscenza, Pratica e Consapevolezza che vada a sanare quel “buco di coscienza” che ha permesso e che permette l’estorsione del consenso (silenzio assenso);
3.     Implica quindi un comportamento coerente, anche nei confronti degli altri: assumere una ferma, decisa, esplicita e inamovibile presa di posizione nei confronti di quelle che si riconoscono in quanto dinamiche di sopruso spirituale, lasciando tuttavia gli altri al loro libero arbitrio, ma portando la nostra testimonianza di libertà e rigettando qualunque coinvolgimento o complicità eventualmente chiestaci;
4.     È un percorso di sottrazione del consenso da una parte e di recupero della sovranità dall’altra e di esercizio spirituale costante teso a colmare i nostri vuoti di coscienza;
5.     È possibile in quanto diritto, per via della natura intrinsecamente libera e incorruttibile della nostra Anima Spirituale, la quale, tuttavia, per perpetuata incoscienza o per scelta può rendersi disponibile all’inganno e alla predazione rinunciando allo status di forma-ponte e al relativo progetto di Amore e di Evoluzione individuale a vantaggio dunque di altre “forze” e progetti (non di rado in competizione e conflitto tra di loro!);

Solo una precisa scelta – autodeterminata, personale e responsabile - di “coltivazione spirituale interiore” potrà completare il processo di liberazione e conservarci nella salvaguarda della nostra Anima e Vita Reale.

Il Battesimo (così come qualsiasi altra Iniziazione Eggregorica) non ha MAI valore assoluto, ma costituisce un “tentativo” (con tutti i risvolti energetici e sociali che ne conseguono) di interferire con la Sovranità Spirituale Individuale. Se l’ignoranza si perpetua nella vita della persona, l’Anima è immediatamente interferita, pronta a rendersi disponibile ad un Battesimo oppure, in mancanza di questo, in balìa di “forze territoriali”. Questo significa che siamo “tenuti” alla Conoscenza: dove c’è vuoto, “altro” sgomita per colmarlo.

Il Battesimo e i Sacramenti sono una progressiva estorsione di consenso (senza il quale nessuno può nulla sull’Uomo) e un continuo approfittarsi di un vuoto di coscienza, cioè di un vuoto di consapevolezza e di direzione evolutiva. Pertanto, non basta essere “liberi” ma è necessario conoscere ed esercitare costantemente i propri “diritti spirituali”, proprio come avviene, se vogliamo, per i diritti civili. Ogni rinuncia va a nostra discapito: ogni indolenza costituisce un’abdicazione dalla nostra Sovranità.

“Dio”, ovvero YHVH, è oggi la Forza Globalmente Sovrana con la quale nessuna altra Forza può competere, se non quella del nostro Sé Superiore: quelle “forze” agiscono e sono a livello di Maya, attraverso il Potere di Maya, mentre il nostro Sé Superiore (che possiamo legittimamente definire come “Divino”) agisce a livello di Reale, attraverso il potere dell’Essere. Il Sé Superiore – ovvero l’Essere Coscienza – è Archetipo Divino Primevo: YHVH, nella sua vastità, è pur sempre un’eggregora derivata.

Liberazione, in definitiva, non è tanto (non è solo!) RESCISSIONE dai legami, bensì è RICONNESSIONE a quel Sé Superiore in noi.

La “Liberazione”, nella formula qui proposta, va letta per tre volte prima di dormire, alla sera, dopo qualche momento di profondo respiro e raccoglimento personale. Dopo i 21 giorni come da prassi iniziale, va ripetuta, sempre alla sera, ad ogni Luna Piena, possibilmente recitata con consapevolezza, sempre per tre volte. Non ci sono posture particolari da rispettare.

FORMULA DA MEDITARE / RECITARE:

Io faccio appello alla mia essenza profonda affinché pacifichi le mie ansie e annulli tutto ciò che può interferire con questa cura. In verità, Io sono quell’essenza.
Io chiedo al mio Sé Superiore di sigillare la mia aura e di creare un sacro canale protetto in modo che solo il flusso della mia Vera Volontà possa raggiungermi. Io sono quel Sé.
Io faccio appello all’essenza assoluta del mio essere affinché sigilli e protegga completamente questa sacra esperienza. Io sono.
Io, nel pieno e consapevole esercizio dei miei diritti spirituali, rimuovo e dissolvo completamente ogni presenza ed energia estranea, contratto e battesimo non scelto o dal quale scelgo consapevolmente e responsabilmente di recedere, incantesimo, memoria parassita e tutto ciò, anche di auto-creato, che limiti ora la mia libertà e la mia essenza.

Io sono libero/a
Io sono libero/a
Io sono libero/a

In questa incarnazione, con questo atto di libero arbitrio,
Io, ...........................
revoco, annullo e rinuncio a tutti e ad ognuno dei compromessi-vincoli-promesse di devozione-obbedienza, voti-iniziazioni-accordi-giuramenti-battesimi-rituali e contratti di associazione che non sono in sintonia con il mio Bene Supremo, in tutti le mie vite presenti, simultanee, multidimensionali, passate e future in questo Universo e dovunque nella Mente di Dio.
Nel nome della mia Coscienza, Io ordino a tutte le entità – relative ai contratti ed alle organizzazioni alle quali rinuncio – di abbandonare i miei corpi fisici, vitali, psichici, sottili e spirituali, le mie energie ed il mio campo vitale, ora e per sempre e rimuovo le relative energie e i relativi impianti e dispositivi, in forma retroattiva.
Chiedo al mio Dio Interiore di essere testimone della mia completa liberazione da tutti i contratti, impianti ed energie aliene, estranee e superflue, e da enti che siano da me conosciuti o sconosciuti.
Io sono completamente libero/a ORA, SEMPRE, QUI e OVUNQUE nel Tempo e nello Spazio. E oltre.
Io curo e perdono qualsiasi sorgente e causa delle restrizioni che ho abbandonato.
Curo e perdono me stesso, in tutte le mie incarnazioni, di tutto ciò che deve essere perdonato tra il mio Sé Superiore e me stesso.
Io sono libero/a
Io sono purificato/a
Io sono pronto/a

Ora Io faccio appello all’Assoluto dell’Essere, dentro e fuori di me, affinché mi siano restituite tutte le mie originali energie, memorie, poteri, sensi ed archetipi naturali e divini.
Ora Io sono libero/a dalle catene della dualità.
Possa il mio Cuore essere libero da ogni Sigillo.
Che io possa essere sempre (e per sempre) protetto/a da tutto ciò che – giungendo da fuori di me – possa impedire il compimento della mia Libera e Vera Volontà.
Da ora in poi userò questa rinnovata Libertà e Consapevolezza assumendomi la piena responsabilità per ciò che da me stesso giungerà, come é giusto che sia.

Ripetere per 3 volte.

Un bel respiro.

CARLO DOROFATTI

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mercoledì 6 dicembre 2017

Sul Battesimo Cattolico


Sapete come la penso sull'imposizione del Battesimo: un rito magico chiamato sacramento, erogato da uno stregone chiamato prete, che realizza l'iniziazione religiosa in seno ad una setta chiamata Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Vi sembrerà strano ma antropologicamente non fa una grinza.
Ho ricevuto alcune domande in cui mi si chiede di approfondire non solo l'aspetto "psicologico" o "esoterico" del Battesimo (cosa che faccio spesso), ma anche quello legale.
Non è esattamente il mio campo, quindi mi limito a dare qualche spunto e ad esprimere qualche commento personale.
Partiamo da qui: la sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha stabilito che l’adesione a una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona. Inoltre, secondo la legge 196/2003, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile (art. 4,1d), esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e la salute dell’individuo. Essendo necessario l’esplicito consenso dell’interessato, la legge impedisce dunque ai genitori di iscrivere i propri figli a un sindacato, a un partito politico, a un’associazione, quindi ad un’organizzazione religiosa. (cfr.: art. 23,4 e art. 26,1).
Per chi pensasse che si tratti solo ormai di una festa in cui ci si diverte e si mangia e che in fondo un po' di acqua in testa non fa male a nessuno (infatti, guarda come stiamo messi!), ricordiamo che il Catechismo della Chiesa Cattolica così recita:
Art. 1267: ...Il Battesimo incorpora alla Chiesa...
Art. 1269: Divenuto membro della Chiesa, il battezzato non appartiene più a se stesso, ma a colui che è morto e risuscitato per noi. Perciò è chiamato a sottomettersi agli altri, a servirli nella comunione della Chiesa, ad essere « obbediente » e « sottomesso » ai capi della Chiesa, e a trattarli « con rispetto e carità.»
Art. 1272: Il Battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile....
Art. 1280: Il Battesimo imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana.
Avete notato qualche incompatibilità con le leggi sopra ricordate?
Come se non bastasse, il Codice di Diritto Canonico, al canone 868, stabilisce questa norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori». Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.
Da tutto questo evinciamo che non si tratta solo di un'imposizione moralmente discutibile, ma decisamente illecita.